INTERVISTE

Manuela Angelini, i tarocchi per leggersi dentro

No. I tarocchi non si usano per predire il futuro, ma per leggersi dentro. Un saggio strumento che Manuela Angelini sta promuovendo per lo sviluppo di una consapevolezza profonda. I tarocchi per scavarsi nel profondo, per leggere i meandri del proprio inconscio interpretando le immagini e per ricevere anche una nuova ispirazione.

Manuela è coach e il suo lavoro si snocciola attraverso l’uso delle carte che, complici i suoi canali, propone in modo innovativo e frizzante. Ma tra le cose che amo di più nelle donne Yoga’n’Soul c’è quella forza di guardarsi dentro e modificare la propria realtà giorno dopo giorno, fino a cucirsela addosso perfettamente.

Vediamo come.

Chi è Manuela Angelini? Quali sono le cose che ama e che non ama fare? Qual è il suo manifesto di vita e i valori fondanti?

Leggo e insegno i Tarocchi a donne intelligenti, curiose e piene di talenti, che vogliono compiere un viaggio dentro se stesse per comprendere blocchi e paure, riscoprire la loro magia, manifestare il loro potenziale e creare la vita che desiderano.

Nella vita ho una missione: tirare fuori i Tarocchi dall’immaginario polveroso e pieno di superstizioni in cui sono stati relegati, ridar loro dignità e restituirli alle persone come mezzo per risvegliare l’intuito, connettersi alla propria saggezza interiore e come guida verso la realizzazione.

Sono convinta che i Tarocchi dovrebbero far parte della vita di tutti come saggio, antico e prezioso strumento di autocoscienza; dunque non per predire futuro, ma per creare il futuro desiderato, che è sempre nelle nostre mani.

Mi piace leggere: datemi un libro, una coperta un divano e una tazza di tè fumante e vedrete la donna più felice del mondo. Adoro anche scrivere: la scrittura è uno dei miei mezzi di comunicazione preferiti.

Sono un’introversa: ho bisogno di momenti di solitudine e silenzio per rigenerarmi.

Adoro la musica, il jazz in particolare: in passato ho organizzato diversi concerti e un giorno mi piacerebbe rifarlo.

Amo la natura, camminare nei boschi con il mio cane e cogliere tutta la magia delle ore di confine: le prime del giorno e quella del tramonto.

Sono letteralmente dipendente da incensi e candele.

Non amo la confusione, la mondanità e seguire le mode.

I miei valori: credo fermamente nell’autodeterminazione, nel libero arbitrio, nel libero pensiero e nell’Universo che ci guida e supporta.
Credo nelle possibilità e credo nell’impegno.
Credo che una buona lettura di Tarocchi sia quella che ci stimola a riflettere, ad agire e magari ci lascia con qualche domanda, non quella che ci da delle risposte pronte che verranno dimenticate un minuto dopo.
Credo nella magia come unione di responsabilità, potere e fiducia.
Credo nella spiritualità del quotidiano e che lo spirito sia in tutto ciò che ci circonda.
Questa è la visione che porto nel mio lavoro, che infonde ogni mio progetto, ogni mia azione e tutta la mia vita.

Che lavoro facevi?

Prima di dedicarmi ai Tarocchi, per anni mi sono occupata di cultura organizzando manifestazioni, rassegne, concerti ed eventi, prima alle dipendenze di un’agenzia poi come freelance.

Nel tuo sito parli di voce del cuore che se non ascoltata conduce ad “una vita che non senti tua, anche se ha tutti i crismi della normalità”. Puoi raccontarci cosa ti è accaduto?

A lungo ho fatto un lavoro che avevo scelto e mi piaceva. Dunque non era tanto cosa facevo, ma il mio modo di essere (riflessiva e introversa) in un ambiente piuttosto competitivo, con poche donne, pieno di compromessi, in cui sgomitare e rincorrere il politico di turno. Purtroppo, era quasi una necessità e la sensazione di non avere il pieno controllo del tuo destino e delle tue idee, una compagna a cui alla fine ci si deve abituare con una certa rassegnazione.

Mettici anche che i fondi per la cultura, di anno in anno, sono andati sempre più a diminuire e che mi sono trovata costretta a dover affiancare al mio progetto del cuore altri lavori saltuari: promoter, ripetizioni, doposcuola, ecc.

Ecco, tutto questo mi dava la netta sensazione di non avere in mano il timone della mia vita e di star vivendo in un modo che un “sistema” mi aveva costretta ad adottare e che, in realtà, io non volevo affatto: stavo sacrificando troppo di me.

Quanta importanza hanno avuto i Tarocchi nella tua vita e nel tuo cambiamento?

Senza esagerare direi che sono stati fondamentali: è stato proprio l’incontro con i Tarocchi in un momento di crisi che mi ha portato a quella che sono oggi.

Come possono essere di sostegno quotidianamente?

Dipende sempre da che uso se ne fa. Se, come consiglio sempre, si usano come strumento di introspezione, comprensione di sé, autocoscienza e sviluppo dell’intuizione, anche semplicemente estraendo una carta al giorno e facendo journaling con la carta stessa, oppure attraverso semplici consultazioni ponendo le domande giuste, possiamo aumentare moltissimo la nostra consapevolezza in tutti gli ambiti, definire i nostri bisogni e i nostri reali desideri, stabilire azioni ispirate per soddisfarli e realizzarli, scoprire le nostre energie e potenzialità, aumentare la fiducia nelle nostre intuizioni e nelle nostre scelte e potrei continuare all’infinito.

I Tarocchi possono essere tanto uno strumento per un consiglio quotidiano, quanto un mezzo per accedere a più alti livelli di coscienza ed evoluzione. È veramente bellissimo!

“Sogno un mondo in cui ogni donna giri con un mazzo di tarocchi nella borsa” è la frase che balza agli occhi accedendo al tuo sito. Perché?

Proprio per i motivi che ti ho appena descritto nella domanda precedente: i Tarocchi usano un linguaggio comune e accessibile a tutti, quello delle immagini. Ma non sono immagini qualsiasi, sono immagini archetipiche, simboliche, piene di antica saggezza nel descrivere la storia e l’evoluzione dell’uomo come essere terreno e come anima.

Forse per questioni storiche e sociali si crede che questo strumento sia qualcosa di inaccessibile e difficile da comprendere, ma non è affatto così. Proprio il fatto che usa il linguaggio delle immagini lo rende accessibile a tutti.

Credo veramente che ognuno possa usarlo proprio come strumento quotidiano per contattare la propria saggezza interiore, attraverso quelle immagini che sono dei veri e propri portali di accesso. Parlo di donne perché le mie clienti sono praticamente tutte donne, ma anche gli uomini ovviamente possono farlo.

Spesso i tarocchi sono erroneamente associati alla lettura del futuro, come sfatare questo mito?

Esatto ed è un mito tanto diffuso quanto difficile da sfatare. Non credo ci sia un modo definitivo per riuscirci, in fondo è anche giusto che ognuno pensi e faccia ciò che meglio crede.

Io semplicemente posso fare la mia parte attraverso ciò che scrivo, condivido e dico nei miei canali di comunicazione; attraverso ciò che trasmetto agli studenti del mio corso e nei percorsi più strutturati.

Sono contenta, comunque, di vedere che anche questa diversa visione sta prendendo sempre più piede.

Una domanda che faccio spesso per capire le varie sfumature del fenomeno: in cosa le donne si sentono bloccate? Cosa fanno e non fanno per crearsi una propria vita?

Da quello che posso vedere attraverso il contatto con le mie clienti, le donne si sentono spesso bloccate in ruoli in cui oltretutto sembra debbano essere “brave” a tutti i costi: brave figlie, brave mogli, brave madri, brave amiche, brave colleghe, brave lavoratrici, ecc.

Nel tentativo di soddisfare questi cliché ed essere apprezzate dal mondo esterno, creano una vita che non le rispecchia affatto, che corrisponde a canoni esterni, sociali ed educativi. Peccato che quei canoni e quella vita non valorizzino affatto i loro talenti, la loro unicità, la loro personalità; che non tengano conto dei loro reali bisogni e desideri e quando se ne rendono conto hanno ormai creato quella vita in cui si sentono bloccate, cristallizzate, impossibilitate ad esprimersi e a manifestare chi sono.

Hanno ormai perso il contatto con se stesse, ma non del tutto per fortuna. Una piccola flebile fiamma resta accesa e quando la avvertono scatta qualcosa: la prima spinta al cambiamento.

Come lavori con la tua “lanterna magica” a loro sostegno?

Le aiuto a rientrare in contatto proprio con quella piccola flebile fiamma.

I punti di partenza possono essere i più vari: un momento di crisi esistenziale, di buio a livello lavorativo, un’insoddisfazione nelle relazioni, un blocco che avvertono. Per muovere i primi passi la prima cosa che faccio è chiedere, mettermi in ascolto attento per poi esplorare situazioni blocchi, paure, emozioni, potenzialità e risorse attraverso gli strumenti in mio possesso: i Tarocchi e il coaching.

Spesso creo delle stesure ad hoc per la loro situazione, raramente uso schemi rigidi e preconfezionati ma cerco sempre di personalizzare al massimo la lettura o il percorso che si può dipanare in diverse sessioni.

E gli uomini? Che tipo di approccio hanno a questo mondo, se ce l’hanno?

Mi è difficile rispondere a questa domanda perché in tutti questi anni credo di aver lavorato con 4/5 uomini al massimo quindi non credo di avere i numeri per una statistica.

A sensazione ti dico che dipende: alcuno sono più aperti e curiosi, altri più razionali e diffidenti. Se poi parliamo dal punto di vista dei lettori di Tarocchi si apre un mondo e non mi sento di fare distinzione di genere, ognuno ha il suo approccio uomo o donna che sia.

Manuela tra 5 mesi e tra 5 anni: sogni nel cassetto?

Bella domanda! Alla prima non rispondo perché proprio nei prossimi 5 mesi ho un sacco di cose in programma che non posso ancora spoilerare: i più curiosi possono iscriversi alla mia newsletter o seguirmi su Instagram.

Alla seconda si! Il mio sogno nel cassetto (ma non tanto nel cassetto perché ci penso e ci lavoro ogni giorno per avvicinarmi sempre di più): mi vedo in una casa immersa nel bosco in cui poter accogliere e accudire tanti cagnolini trovatelli, continuare a studiare, usare e leggere i Tarocchi in uno studio tutto mio e, quattro volte l’anno, organizzare qualche concertino casalingo fra amici. Un sogno che contiene ogni parte di me e della mia vita.

(foto di Daniela Katia Lefosse)

Namaste

Simona

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