INTERVISTE

Barbara Susanna Colombo, la ricerca selvatica del Sé

Barbara Susanna Colombo è pura energia e determinazione. Counselor a mediazione corporea il suo lavoro è aiutare gli altri, soprattutto donne, ma qualche uomo che aspira alla crescita personale c’è ancora. I fronti sui quali lavoravsono appunto il mondo femminile, le donne e il loro rapporto con i propri bambini e le scuole. “Ho da sempre sentito che esprimere ciò che sta dentro, sia darsi l’opportunità di aprire la porta all’essere anziché all’apparire; credo nella qualità del dare” scrive sul suo sito.

Accompagnare le donne verso la soddisfazione, di qualsiasi campo si tratti, in che modo lavori con loro?

Accompagno le donne a sentirsi, attraverso training corporei che sono una combo personale che ho ideato nel corso degli anni: racchiudono molte tecniche, premetto che non amo parlare di tecniche, ti dico solo che i training comprendono esercizi di respiro, bioenergetica, expression primitive, impro, visualizzazioni ecc…

Un appunto, accompagno le donne a sentirsi pienamente vive, è per me un fondamento della vita e uno dei pilastri della mia visione della società.

Ci sono, oggi, moltissime donne e io sono stata una di queste, affamate di autenticità e di conoscenza della propria vera natura; quando ci addentriamo nel mondo delle relazioni e del lavoro iniziamo a conoscere parti di noi che richiedono molta attenzione; sono quelle che giudichiamo, nelle quali rimaniamo imbrigliate credendo al tentativo successivo di poter evitare l’inciampo e accade proprio l’opposto. Gli esempi sono infiniti, ciò che accomuna le donne che scelgono i miei percorsi è, oltre la fame di vita, anche la grande voglia di credere o ritornare a credere in sé, in ciò che amano fare e in quello che vogliono essere e dare.

Si vogliono prendere tutte intere una buona volta e trasmutare il giudizio in potere. E’ sempre una nuova storia che nasce, perché quando termina un percorso, la donna ha in mano tutte le sue risorse, ora ben visibili e può utilizzarle partendo dal cuore, per plasmare relazioni, lavoro e progetti come sente, perché la mente ha ripreso il suo posto e non più tutto il posto.

Tutto muta insieme a lei e la storia comincia.

In cosa consiste, invece, il lavoro con i bambini che hanno particolari esigenze? Puoi farci un esempio per capire questo tipo di percorso?

I bambini sono meravigliose creature, piccole solo in statura, in loro vedo un potenziale infinito e allo stesso tempo tutto ciò che c’è da sapere rispetto alla loro identità. Quando una mamma viene da me, parte da un’esigenza specifica, ad esempio relazioni conflittuali, paure specifiche, iperattività, timidezza e vergogna, ripetizioni di comportamenti come farsi di continuo la pipì addosso. Situazioni che si potrebbero risolvere nel breve termine e che invece, protratte nel tempo, si amplificano e portano frustrazione e tensione in famiglia.

Nello specifico conduco percorsi di breve o medio periodo individualmente attingendo alle potenzialità creative dei bimbi: storie, marionette, giochi di ruolo, meditazioni, tecniche di rilassamento che sono di volta in volta scelti in base alla situazione da affrontare insieme e declinati alla realtà che il bambino sta vivendo.

I miei percorsi si svolgono insieme a quelli della famiglia che si fa accompagnare dalla figura professionale del parent-trainer questo per favorire una maggiore completezza del percorso oltre che maggiore efficacia e tempi più brevi.

In questo ambito che ruolo rivestono gli uomini?

Bellissima domanda, gli uomini dovrebbero sostenere il naturale processo di conoscenza ed esplorazione dell’universo femminile, essendo essi stessi in una buona relazione con il loro mondo emotivo: ovvero essere in grado di vivere ed esprimere le proprie vulnerabilità con la partner così come con i più piccini.

Come hai lavorato/guidato le persone durante il periodo di emergenza Covid? C’è qualcosa che ti ha colpita nel gruppo virtuale che hai seguito?

Ho incontrato moltissime donne in cerca di un luogo sicuro e garantito nel quale poter essere ascoltate e accompagnate. E’ stata per alcune l’occasione giusta per occuparsi di sé e di quello che rimandavano da molto tempo, per altre un momento dove alcune domande si sono fatte sentire più forte e hanno aperto temi complessi, per altre ancora, ancora una volta la rinuncia e la procrastinazione dell’appuntamento con se stesse.

Hai scoperto qualcosa di te?

Che lo schermo è solo un oggetto fisico e che la mia energia vulcanica e materna oltrepassa anche quello! Soprattutto ho iniziato ad amare i tempi lenti.

Sei anche una donna di erbe, che ruolo ha la natura nella tua vita?

Fondamentale non potrei vivere in città. Piedi scalzi…ho avuto difficoltà a rimettere le scarpe! E poi i miei percorsi sono percorsi volti a far ritornare la donna in contatto con la sua parte selvatica: ovvero quella parte che conosce tutte le risposte, che si fida di sé, che sa scegliere sentendo dentro qual è la cosa da fare giusta per sé, che è impastata di spiritualità ciclicità e terra.

Demetra è una delle dee nella quale mi riconosco ed è colei che si attiva quando le mie mani fanno e la testa non c’è, quando i miei occhi si commuovono alla nascita di una pianta che prima era solo seme o quando sento il petto colmo di gioia e di amore alla vista di un’erba selvatica a scopo culinario o curativo…ci vedo già tutto quello che diventerà!

Come sei arrivata a fare la counselor? In cosa consiste la mediazione corporea?

Appunto: non faccio la Counselor, sono una Counselor. Sono una persona che sin da piccina ha sentito la vocazione a prendere tra le mani le mani dei più vulnerabili, ho percorso come donna strade complesse e articolate, che si divincolano tra co-dipendenza affettiva, disturbi alimentari, depressione e attacchi di panico. Ho da sempre amato la danza, il teatro fino ad approdare post laurea alla teatroterapia e al Counseling a mediazione corporea.

Che altro non è che permettere a una persona di essere ciò che è senza giudizio, accompagnarla attraverso i training espressivi a dare spazio, tempo e voce a quelle parti di sé che sono risorsa e metterle al servizio di un obiettivo nel breve tempo.

Per me è magia, gioia, estasi ed entusiasmo vedere il progressivo crescere della sicurezza, dell’amorevolezza e della gioia che una donna vive dentro di sé e che con assoluta spontaneità dichiara, sentendosi finalmente pronta a mostrarla al mondo per tutto il valore che rappresenta per lei. E’ come vederla con le sue ali colorate librarsi piena e luminosa di tutto il suo potere.

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