Donna sola che guarda un bel panorama al tramonto
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Il filo che ti riporta a te

Quando nella tua vita manca molto di te, forse non hai bisogno di trovare una nuova strada. Hai bisogno di ritrovare il filo.

Un filo accompagna.

Come il filo di Arianna, accompagna a non perdersi. A ritrovare la strada quando tutto sembra confuso, quando non sai bene dove andare e soprattutto quando ti accorgi che, nella tua vita, manca molto di te.

Questa frase me l’ha detta qualche tempo fa una mia allieva. Mi ha colpita tantissimo perché in pochissime parole ha dato voce a qualcosa che conosco molto bene. Quel momento in cui continui a fare, pensare, decidere, occuparti di tutto… ma dentro senti che ti stai perdendo.

E non necessariamente perché la tua vita sia sbagliata.

A volte hai un lavoro, una casa, una famiglia, delle relazioni, magari anche tante cose che hai desiderato.

Eppure ti guardi dentro e pensi: “Ma io, qui dentro, dove sono finita?”

È una domanda che ho conosciuto anch’io. E che, negli anni, ho incontrato negli occhi e nelle parole di tante donne arrivate da me per Wild Bloom, donne che non avevano bisogno semplicemente di “rilassarsi”, avevano bisogno di ritrovare un filo.

Il proprio.

Devo dire che non sono mai stata una di pochi pensieri, tutt’altro… da ariete ascendente ariete luna in vergine ho sempre lavorato molto di mente, in overthinking, tanti pensieri, ragionamenti, partite a ping pong tra le tante sfumature di me. Fin da ragazzina, quindi, i miei obiettivi di vita erano tanti pensieri, tante storie… conoscere tanti vissuti e farne di tutto una profonda saggezza.

Questo ha voluto dire che tra le tante esperienze ne siano capitate alcune che non auguro a nessuno, ma che forse non mi sarei neanche risparmiata perché, da frase fatta (lo so), mi hanno aiutato effettivamente ad essere quella che sono.

Una relazione malandata, la presuntuosa idea di poter salvare qualcuno… mi hanno buttata a capofitto in un periodo bruttissimo della mia vita da cui, grazie al cielo, sono riuscita ad uscirne alla grande, con il fuoco dentro e una grande voglia di sfanculare ciò per cui in quel periodo stavo soffrendo.

Ma quell’esperienza non la posso rinnegare, proprio non potrei, perché è stata la miccia che ha acceso un fuoco latento che già ardeva dentro di me in tempi non sospetti. Quell’esperienza mi ha fatto risalire da “un pozzo senza fondo” (come lo definì mio nonno) nel quale non sarei ricaduta mai più. In realtà negli anni ho avuto qualche altro vago episodio, ma nel tempo ho imparato a riconoscerli abbastanza facilmente e a sottrarmene altrettanto velocemente.

Comunque quel periodo buio è stata una scintilla fortissima che, mano a mano mi ha accompagnata, come un filo, a diventare quella che sono ora. Non che sia chissà quale persona realizzata… c’è ancora tanta strada da fare!

È che ho iniziato il mio viaggio verso di me, un viaggio per amarmi e non umiliarmi più. Un percorso sorprendente, entusiasmante, anche tosto se vogliamo, che mi ha condotta pari pari verso una crescita davvero spirituale, non solo interiore in senso stretto, ma proprio spirituale nel senso di unione con il Divino. Ah… un periodo della mia vita mi credevo atea, ovviamente poi mi sono accorta che non era così.

Ad oggi credo!

Credo soprattutto perché imparando a seguire la mia guida interiore si sono dipanati, dinanzi a me, tutta una serie di segni, sincronicità fatti ed episodi che, cavolo, mi hanno fatto pensare che da qualcosa di più grande fossi guidata.

E forse era proprio quello, il filo.

Fatto sta che ho iniziato a praticare yoga e, non è la prima volta che lo dico, nel mio primo periodo da allieva l’ho preso con una performance pazzesca. Atteggiamento ora ormai e meno male abbandonato alla grande. Non mi serve più fare chissà quali asana (posizioni) per trovare quell’unione profonda con me stessa e con il Divino intorno a me.

In realtà bastano pochi, pochissimi gesti: il respiro profondo, qualche posizione semplice mantenuta quanto basta, i miei insostituibili momenti di meditazione, le passeggiate con Bruno, il mio cane, straordinariamente immersa nella natura della mia meravigliosa Valle.

Questo è il divino per me. Poche cose, semplici e quotidiane.

Cose che ho capito grazie allo yoga, allo sciamanesimo, al Reiki, alla scrittura.

Sai, la scrittura è uno di quei potenti mezzi che mi ha permesso di fissare i pensieri nero su bianco e, devo dire la verità, mi dispiace quando le mie donne fanno fatica a mettersi su carta perché conosco il potere terapeutico di scrivere tutto ciò che si sente senza controllo. Scaricarsi completamente del peso sul petto… io un quadernino, anche solo per buttare giù un elementare pensiero o qualche parola, lo consiglio sempre.

D’altronde nella via dello yoga, di fondamentale importanza sono i precetti base, yama e nyama, una vera e propria scienza di ecologia mentale. Tra questi precetti c’è Swadhyaya – studio del sé, un vero e proprio lavoro di introspezione che ti aiuta a conoscerti sempre meglio, capire i meccanismi che ti guidano e come impedire che a guidarti nella vita sia il tuo inconscio, le tue ferite, o anche le ferite di qualcun altro.

In realtà facevo Swadhyaya ancora prima di arrivare allo yoga. Ho scritto delle robe a 16 anni che a rileggerle mi sento fiera, più sagge di quelle che scrivo oggi 😊

Per me lo yoga è una scienza straordinaria: comprende strumenti che possono accompagnarti verso una vita più appagante, più consapevole, beata se vogliamo. E no, non è semplice…

Poi, unita ad altre pratiche e discipline, si crea una combo capace di risollevare anche le anime più incastrate. Lo ha fatto con me, con una reale forza di volontà e una consapevole disciplina, lo sta facendo anche con le donne dentro Wild Bloom.

Wild Bloom è un percorso che mi resta anche un po’ difficile da spiegare perché non è mai uguale a se stesso, cambia da donna a donna e cambia anche all’interno del percorso stesso perché siamo anime in continua evoluzione e di questo devo tenerne conto quando accompagno il percorso.

Parte tutto da una “mappa”, è una mappa personale che mi dà l’idea dell’obiettivo da raggiungere. In Wild Bloom c’è una forte base yogica a cui, all’occorrenza, abbino sciamanesimo, Reiki, natura e tanto altro, da donna a donna il percorso evolve e, un respiro dopo l’altro, raggiungiamo l’obiettivo.

Questo è stato il percorso che ho fatto io per uscire da quel periodo buio e attraversarne tanti altri. L’ho fatto sperimentando i miei vari metodi, a volte anche fallendo a dire la verità. Ci ho messo tempo come gli esperimenti richiedono, però tutto questo mi ha portata a mettere insieme un metodo serio per ritrovarsi.

Forse, alla fine, Wild Bloom è proprio questo: un filo.

Non un percorso uguale per tutte, non una sequenza di esercizi da eseguire, non qualcosa che qualcun altro può fare al posto tuo. Un filo che, respiro dopo respiro, ti aiuta a tornare verso di te, a riconoscere cosa senti, a capire cosa vuoi, a distinguere la tua voce da quella delle aspettative, delle paure, delle vecchie ferite, a scegliere con più consapevolezza.

Perché il punto non è diventare qualcun’altra, è tornare ad esserci, nella tua vita.

RITROVARSI.

E lasciare che nella propria vita ci sia finalmente tanto di sé, tanta scelta consapevole, che poi, sai, ha proprio il profumo della libertà.

Io non apro mai troppi posti per Wild Bloom, perché voglio esserci davvero per le donne che accompagno.

Se senti che è arrivato il momento di iniziare il tuo percorso 1:1 con me, puoi prenotare una consulenza gratuita.

Ci conosciamo, mi racconti dove sei e cosa senti di voler ritrovare e valutiamo insieme se siamo l’una per l’altra.

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