INTERVISTE

Marco Terlizzi di Quattrodirezioni: “Siate chi sentite di Essere”

Nel mio mese di nascita, ho voluto concretizzare quell’equilibrio di cui tanto parlo, quella sospensione della dualità che tanto ci separa gli uni dagli altri; ho voluto guardare il mondo da un altra prospettiva, la nuova prospettiva che mi guida e ho voluto farlo aprendo lo spazio delle interviste Yoga’n’Soul agli uomini. Come le donne che ho intervistato fino ad ora ci hanno ispirato, così è arrivato il momento di dare spazio agli uomini che possono ispirarci in egual modo.

Ho scelto Marco Terlizzi per iniziare, per tutti noto come Quattro Direzioni, uomo in cammino, sciamano che parla di consapevolezza, uomo che si mostra senza remore e timori anche nei suoi aspetti più fragili e nella sua vulnerabilità. Marco mi ha colpita perché il suo percorso di crescita lo descrive e mostra sul suo profilo Instagram (lo trovi qui) esattamente per quello che é: alti e bassi, rose e spine, luce e buio dove questi dualismi (ancora!) servono solo per comprendere che ognuno di noi è tutto, ha tutto, ha maschile e femminile, e solo l’unione porta equilibrio e consapevolezza. Allora apro un nuovo capitolo della mia rubrica con un uomo che ogni giorno si mette in gioco con se stesso e auguro a tutti di farlo con la stessa passione.

Com’è iniziato il tuo percorso?
In maniera molto comune a chi si incammina verso la propria consapevolezza di sé. Un disagio che accompagna in sottofondo la vita e che lascia l’amaro in bocca con la sensazione di non sentirsi pienamente realizzati in ciò che si è, che si fa. Questo l’impulso iniziale che ha dato il via al mio percorso personale.

Dopo anni di studi, ricerche ed esperienze, oggi la mia ricerca è indirizzata alla piena realizzazione, che nel mio caso sento si possa manifestare attraverso l’unione delle conoscenze ed esperienze, acquisite negli anni, e metterle al servizio di chi a sua volta vuol intraprendere, o è già, in un cammino di crescita.

Come sei arrivato allo sciamanesimo?
Da adolescente lessi alcuni libri di Carlos Castaneda, che ha dato un gran contributo nel risvegliare l’interesse verso questa particolare via di conoscenza. Le esperienze di Castaneda e di Don Juan le trovavo fantastiche, nel senso che desideravo ardentemente fare anche io quelle esperienze e sono assolutamente convinto che quel forte desiderio abbia piantato un seme che nel corso degli anni, crescendo, mi ha portato davvero a vivere certe pratiche e ritualistiche per me affascinanti.

C’è però da dire che lo sciamanesimo è arrivato relativamente di recente. Prima ho “testato” altre pratiche e tecniche, tra le quali: ReiKi, meditazione, pellegrinaggi, pratiche energetiche, lavori con l’inconscio. Lo sciamanesimo mi ha permesso di comprendermi meglio e quindi anche quali tecniche avrei potuto integrare per il mio beneficio e quello altrui da operatore e divulgatore spirituale.

Ad esempio ho introdotto nelle mie pratiche quotidiane i 5 tibetani per lavorare sia sul corpo fisico che sui chakra (corpo energetico) perché ho portato l’attenzione ai vari segnali che il mio corpo (nella sua totalità) mi inviava. Lo sciamanesimo mi ha dato la visione di una vita a 360°.

In ogni aspetto della propria vita c’è un qualcosa che può essere migliorato. Da cose piccole, come superare la timidezza, la bassa autostima, piccole abitudini malsane, a situazioni più grandi come fare esperienze nuove, mettersi in gioco, creare nuovi progetti, relazioni, cambiare vita. Conoscersi per vivere consapevolmente la propria vita.

C’è un’esperienza vissuta che ti ha dato la forte percezione di essere sulla strada giusta?
Lavorando direttamente con l’inconscio, a volte può risultare difficile comprendere nell’immediato se un’intuizione è frutto di attività mentale o arriva davvero da piani sottili. Principalmente per questo motivo pongo sempre un sano dubbio, non escludo cioè la possibilità di andare incontro all’intuizione (seguendola con cautela ed attenzione) e lasciarla manifestare per come è.

Poi, quando si comincia a comprendere il “linguaggio” dell’inconscio, c’è una sorta di comunicazione continua e diretta che, guardando indietro nel tempo, nel mio vissuto, posso testimoniare lascia indizi che celano conferme sulle azioni compiute. Lì c’è la testimonianza diretta, spesso personale (gli altri cioè potrebbero non vedere la stessa “verità” che vediamo noi), che le indicazioni per proseguire sulla “strada giusta” arrivano sempre al momento giusto. Sta a noi la scelta, il libero arbitrio, di manifestarle e portarle nella nostra vita.

Come affronti lo scetticismo?
Dipende dall’interlocutore. Se noto che una persona ha bisogno di “scardinare” qualche convinzione mentale, essendo io in primis una persona che lavora col “dubbio”, so come toccare e stuzzicare certe corde. Se dall’altra parte c’è una totale chiusura e mancanza di un minimo ascolto o di possibilità di apertura, non mi impegno neanche nel dialogo.

E’ come dire: “non contraddire mai uno stupido, ti porta al suo livello e vince per esperienza”. Sui social è diverso. Non mi pongo il problema. Parlo di mie esperienze, non possono essere contraddette perché sono il mio personale e diretto vissuto. Certo, bisogna credere alla mia testimonianza, ma questo di base vale per tutto.

Anche per la vita, ad esempio; quante persone vivono la vita che gli è stato raccontato sia giusto per loro, invece di scoprire quali sono i propri personali talenti, passioni, interessi, realizzazioni. Io non dico alle persone come dovrebbero vivere, dico alle persone cosa ha funzionato, funziona e sperimento per stare meglio con me stesso e vivere una vita al meglio che posso; se altri trovano nelle mie esperienze e condivisioni degli spunti di riflessione o ispirazione, non posso che essere contento.

Non voglio convincere nessuno, se non a fare esperienza diretta di certe pratiche e tematiche, così si vince lo scetticismo, non in un dialogo per avere ragione sull’opinione altrui.

Resistenza degli uomini verso le pratiche… Cosa ne pensi? Qual è per te una spiegazione?
L’introspezione, la conoscenza di sé è legata all’energia femminile. Le religioni hanno provato a fornire risposte a domande che potrebbero sorgere in chi cerca. Ma oggi non siamo nel medioevo e l’umanità non si accontenta più di storielle in cui credere ciecamente e ricerca reali pratiche e tecniche per guardarsi dentro e scoprire chi si è realmente.

Ovviamente ci sono uomini che ricercano, ma ci portiamo dietro una struttura “psicologica” della società che non aiuta in questo scopo. L’uomo nel vecchio modello di società doveva essere macho, virile, non manifestare le emozioni sottili (altrimenti era una “femminuccia”, un debole), deve invece muoversi, essere impegnato, agire, produrre e consumare. Il tempo di conoscersi non produce e non serve a nulla.

Così il femminile è soffocato nella manifestazione della sua vera natura; le intuizioni, l’Amore, la connessione con la natura ed i suoi cicli, l’energia sessuale (intesa come libera espressione creativa), la magia. L’uomo tutto questo non lo comprendeva e nei secoli lo ha minacciato, per paura di perdere il potere, strutturando ed edificando una società maschilista dove lo spazio per le emozioni, per la connessione con la vita, non è importante, non è utile prendere in considerazione.

Adesso ne paghiamo le conseguenze e l’uomo fa difficoltà ad accettare il fatto che la sua energia femminile merita, ed è doveroso, di essere esplorata, conosciuta, abbracciata e manifestata. L’uomo dovrà fare i conti con se stesso con la parità dei “sessi” (in questo caso di energie) che ha tanto osteggiato e che adesso dovrà affrontare in un personale viaggio introspettivo fatto di magia, misticismo ed intuizioni, così come la conoscenza con le sue parti più fragili, vulnerabili, ma che nascondono i veri tesori del nostro vero sé. 

Cos’è che blocca le persone?
A parole è molto semplice: la paura di vivere. Questa paura implica l’assumersi la piena responsabilità della propria vita e della propria felicità. Il “problema” è che negli anni costruiamo patti veri e propri (relazioni) in ogni ambito: sociale, affettivo, lavorativo ecc.. Questi patti ci vincolano e ci spremono energia nel mantenerli “attivi”.

Quante persone hanno una relazione che non funziona più ma non hanno la forza (o il coraggio, entrambe energie), di lasciare il/la partner? Quante persone hanno un lavoro che non le soddisfa ma che non cambiano perché è “troppo complicato”? Quante hanno una vita non pienamente realizzata ed appagante (nonché non consapevole)? Non siamo abituati a metterci in gioco e prendere in considerazione che davvero, se volessimo, la nostra vita potremmo cambiarla. Ciò implica un sacrificio.

Sacrificare uno o più ruoli nei quali ci identifichiamo (madre, sorella, amante, amica, impiegata, intellettuale, e si potrebbe andare avanti a lungo…) per lasciare spazio alle opportunità della vita e scoprire cosa realmente sentiamo adatto a noi. Abbandonare i ruoli è il famoso “morire per rinascere” e spesso questa trasformazione porta dolore e sofferenza perché c’è da tagliare quel legame con l’identificazione (i patti di cui sopra) e quindi la mente oppone resistenza. Ma quando si comincia a farlo, si riacquisirà tutta l’energia vitale che stavamo infondendo in quel ruolo, aprendoci a nuove conoscenze, talenti, qualità, di noi stessi. Ed aprirsi a noi stessi è proprio sciogliere il blocco, perché ci si apre alla vita.

Cosa mi dici degli eventi contemporanei?
Da un punto di vista spirituale è una fase estremamente delicata ed importante per tutto il pianeta e per chi lo popola. Stiamo vivendo una grande trasformazione che porterà, molto probabilmente, ad una struttura completamente inedita di intendere e sperimentare la vita sulla terra.

Come dicevo prima, abbandonare il vecchio per il nuovo è spesso traumatico e doloroso e la mia impressione (condivisa da molti) è che gli eventi che stanno verificandosi sono la manifestazione dell’inconscio collettivo in tutta la sua “resistenza al cambiamento”. In un mondo dove sono in pochi a vivere una vita pienamente realizzata (ovviamente non parliamo di una realizzazione economica, ma di pieno sviluppo dell’Essere), la maggior parte dell’umanità vive in uno stato psichico di costante paura; di non “arrivare a fine mese”, che il partner non mi ami più, che potrei perdere il lavoro da un momento all’altro, che potrei ammalarmi improvvisamente, che potrei rimanere in solitudine, che sto “sprecando” la mia vita, paura di morire. Che poi di base è sempre la paura di “morire per rinascere” che è “vestita” con altre definizioni a seconda della situazione.

In un mondo impregnato di paura, la paura genera altra paura, perché solo quella conosce come reazione. Non siamo coscienti di chi siamo realmente e delle nostre infinite capacità, questo su scala planetaria genera caos, conflitto, alimenta la gamma di emozioni/frequenze basse (o dense) e che danno come frutti marci gli eventi ai quali assistiamo. Tanto nel piccolo, nel nostro quotidiano con i piccoli conflitti tra colleghi, vicini, partner ecc.., tanto nel grande, con le guerre, diritti violati all’individuo e distruzione della Natura.

Tutti noi creiamo la realtà contemporaneamente. Ovviamente io posso avere un’influenza relativa rispetto a quella che può avere uno dei “potenti” del mondo. Ma se un potente ha turbe psichiche/emotive irrisolte, la sua influenza “negativa” è molto più estesa e condizionerà molte altre vite, contribuendo a condurre l’umanità in direzione di dolore e sofferenza.

Umani, di cosa abbiamo bisogno?
Lo abbiamo già detto varie volte ma è bene ripetersi: di conoscere chi siamo realmente. Che poi in verità è un ricordarsi chi siamo. Nel cominciare ad incamminarsi verso la conoscenze di sé è inevitabile accedere alla dimensione dell’Amore. Non quello romantico che ci insegnano film, opere teatrali, libri, o che abbiamo appreso dall’immaginario collettivo.

La dimensione dell’Amore è vivere pienamente l’esperienza terrena (nonostante i suoi alti e bassi), ma senza perdere di vista il fatto che siamo Esseri spirituali che stanno vivendo un’esperienza terrena. Comprendere questo concetto ma, soprattutto, farne esperienza, fa cadere automaticamente le differenze e le distanze alle quali diamo tanta importanza e che ci impediscono di evolverci. Razza, origine, età, sesso, punti di vista differenti ecc… Definizioni, etichette, giudizi che crollerebbero in un attimo, perché sarebbero solo “accesori” per farci “comprendere” dagli altri ma non sono assolutamente la nostra reale identità.

Ridurre l’attaccamento a queste definizioni permette di sviluppare empatia, compassione, solidarietà, fratellanza; tutto questo aspetta di manifestarsi attraverso la nuova umanità. E non stiamo parlando di fantascienza o di visioni di un lontano futuro. Chi ha occhi per vedere oltre i veli dell’illusione riesce già ad intravedere tutto ciò. L’importante è farlo adesso, i tempi sono favorevoli per guardarsi dentro e ri-conoscersi, anche se fuori c’è dolore, sofferenza, paura, morte. La rinascita è a portata di mano di chiunque voglia tuffarsi dentro di sé.

Quali sono i tuoi progetti a breve e lungo termine?
Sui social parlo di cambiamento, aiuto le persone a guardarsi dentro per avere riflessioni ed intuizioni utili a risvegliare ed alimentare la propria Essenza, evolversi per migliorare la propria vita. Per questo sento fortemente che io in primis devo dare una forte svolta alla mia vita; da qui la decisione di trasferirmi in Puglia (a tempo indefinito) senza molte idee e progetti nell’immediato.

Ho deciso di aprirmi alla vita per vedere eventualmente su quali nuove strade incamminarmi o approfondirne altre già di mia conoscenza. Questa è diventata la mia principale priorità. Dovessi sentire che anche l’operato sui social possa essere un ostacolo per la mia crescita, sono disposto ad abbandonare anche quello. Sono conscio di una trasformazione in atto in cui è meglio non creare attrito e resistenze (con aspettative e preoccupazioni) ma dove è necessario avere fiducia nella vita. Questa, a parer mio, è l’unica cosa mi è richiesta di fare (che in realtà è richiesta a tutti).

Ho dei progetti sia online che offline, ma del tutto acerbi. Sono idee che mi piacerebbe concretizzare, tra le quali dei percorsi online per lavorare sulle emozioni, un altro su come realizzare ciò che si desidera, dei percorsi 1 a 1 dove seguire direttamente chi è interessato ad una propria crescita. In presenza mi piacerebbe organizzare incontri, ritiri, viaggi. C’è tanta legna al fuoco, ma lascio tutto in pausa ed attendo il “via libera” da una qualche intuizione che possa aiutarmi a capire quale direzione intraprendere. Il progetto del momento, si potrebbe dire, è apertura totale ed incondizionata.

Hai un messaggio spontaneo?
Siate chi sentite di Essere. Se non lo sapete ricercate, da soli, confrontatevi con chi ha più esperienza, guardatevi intorno e troverete un maestro. Ci sono venti di cambiamento energetico (letteralmente) che spingono e facilitano l’evoluzione personale e di conseguenza collettiva. E mai come prima d’oggi ognuno è chiamato a fare la sua parte.

Un mondo nuovo va costruito dalle fondamenta, e le fondamenta sono preziosissime scintille divine immerse nei nostri Cuori. E’ arrivato il momento di aprire il Cuore e permettere la manifestazione della nostra vera Natura, per goderci finalmente e pienamente la vita, quel paradiso in terra che è già qui e ora, e che potremmo rendere ancora più manifesto, bello, prezioso, magico.

Con profonda gratitudine,

Simona

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