Si intendo proprio lacrime, pianto, anche singhiozzante. Durante la mia formazione per diventare insegnante capitava spesso che le mie soul sisters e compagne di viaggio piangessero durante la pratica. Che a me inizialmente sembrava una cosa strana, invece non lo è per niente.
E’ capitato a tutte loro di raggiungere durante le asana una certa intensità fisica che ha inevitabilmente provocato un “cedimento” emotivo, uno sblocco. Mi sembrava strano il fatto che a me non succedesse mai. E invece no. Perché le lacrime valgono tanto quanto una risata e io, il mio cedimento emotivo, lo affrontavo attraverso una grossa risata che, sempre emotivamente parlando, ha lo scopo di rilasciare una buona dose di energia, di liberarci e superare la tensione accumulata.
Una volta mi è accaduto di piangere, ma ero sul tappetino come insegnante, era la lezione di Soft yoga e le mie signore probabilmente non se ne saranno neanche accorte. Arrivate alla posizione del bambino (sedute sui talloni, fronte a terra e braccia ben distese), le lacrime sono iniziate a scendere. Ne sono stata felice, mi serviva.
Ma perché accade questo?
Ho avuto modo di dire e scrivere più volte come lo yoga non sia una disciplina da limitare al solo esercizio fisico. Fa bene anche a quello ma, vuoi o non vuoi, se ti lasci andare, finisce per accarezzarti e abbracciarti l’anima. Scavarsi dentro è una pratica che puoi scegliere di fare sul tappetino, ma anche no. Dipende dalla tua sensibilità e dall’intenzione che ci metti. Ma se tendi ad una certa sensibilità, l’anima non può che venir fuori.
Tornando alle emozioni. Queste si fissano nel corpo provocando dolori, fastidi, strane sensazioni, e ci rimangono fin quando non prendiamo in mano la situazione e iniziamo a lavorarci su attivamente. E’ un po’ quello che abbiamo puntualizzato durante il percorso di Ritorno all’anima attraverso i chakra – tra yoga e scrittura.
Dunque ogni emozione che provi, che nascondi, che non esterni, trova il suo spazio nel corpo. Ogni preoccupazione, pensiero assillante che ti distrae trova il suo spazio nel corpo. Stare con la schiena ricurva, ad esempio, indica uno stato di sovraccarico, come se stessi portando il peso del mondo sulle tue spalle. Di indicatori ce ne sono tanti altri.
Allo yoga non sfuggi, a meno che ci arrivi solo per una questione puramente fisica e non ti interessa in alcun modo il tuo mondo interiore, ma non credo. Già il fatto di approdare ad una disciplina profonda come questa è sinonimo di indagine interiore e voglia di ricerca altrimenti basterebbe una palestra.
E’ attraverso il fisico che avviene questa indagine, attraverso il corpo che si muove assumendo asana perfette che tendono alla geometria sacra. Chiavi di accesso a stati superiori del nostro sentire. Ogni asana apre una porticina in te, e inizi così ad esplorare questo mondo, il tuo, scoprendo sempre nuove stanze, a volte accoglienti altre un po’ meno, ma che riuscirai a migliorare.
Come ogni videogioco che si rispetti, anche nello yoga ci sono i livelli e solo tuo puoi accedere a quello successivo. E sono davvero infiniti i livelli e pari a zero la probabilità di annoiarsi. Pensare che una multipod (multipotenziale) come me ancora non lo fa, è indicativo. Chiaro che ci vuole anche tanta buona volontà (ne ho parlato qui).
Lavorando sulle asana, dunque, lavori sulle tue emozioni, ti arrivano anche se non le vuoi guardare. Piangi o ridi anche se ti vuoi trattenere perché questa terapia è talmente potente e chiede solo di farti felice. C’è un momento, però, anzi un periodo, in cui tutto sembrerà buio. Ho sentito dire che si chiama “notte buia dell’anima” ossia quando tutto si rompe dentro e intorno a te. Ma attenzione: a rompersi è solo la maschera finta che ti sei costruita/o, non il tuo vero Sé, perché lo yoga è a te che ti riconduce o meglio, alla tua bellezza (se vuoi approfondire, fallo qui). Per me questo periodo è durato un anno circa.
Tra i miei allievi c’è stato qualcuno che qualche minuto dopo la pratica mi ha chiamata nel pianto chiedendo se fosse normale. Si, anima mia, è normale, normalissimo. Piangi quando vuoi, sfoga le tue emozioni e non trattenerle mai, ripulisci il tuo corpo, la tua mente da tutto ciò che in questi anni ti ha devastata/o in modo silente.
Torna a brillare, anche le lacrime lo fanno se baciate dalla luce.
A te è mai capitato? Se ti va lascia nei commenti la tua esperienza.
Namaste
Simona
