Che si inizi per il corpo, per la mente o per lo spirito, lo yoga è un percorso di crescita interiore molto profondo.
ARTICOLI

La via dello yoga, tre motivi per iniziare

Durante i miei anni di insegnamento ho notato che i motivi per cui si approccia allo yoga sono tanti e diversi tra loro, essenzialmente possono essere racchiusi in tre:

  • fisici come dolori da attenuare, muscoli da distendere, corpo da tonificare e/o elasticizzare e altri;
  • legati alla mente come ansia, stress, attacchi di panico;
  • ricerca spirituale ossia quando si ha la sensazione che non tutto sia racchiuso in quello che vediamo e si sente un legame divino che si approfondire.

(Se preferisci approfondire l’argomento tramite video)

La mia storia

Io ho iniziato subendo il fascino dello yoga, non saprei neanche individuare come, forse la lentezza e l’armonia dei movimenti, la prestanza fisica, la filosofia anche. Non c’è un motivo ben preciso per cui sono arrivata allo yoga, o almeno questo non era conscio ai tempi, ora so che la mia motivazione era spirituale.

Ricordo la prima volta in cui iniziai a praticare qualche asana, mia figlia era nata da poco e avevo bisogno di un’attività che mi permettesse di prendere contatto con il corpo, rimettermi in forma restando a casa durante i suoi riposini pomeridiani. Andai in libreria e vidi un testo molto basico con semplici spiegazioni delle posture. Ho iniziato così, ma non ero molto costante, ora per me è chiaro il motivo: solo le posizioni non bastano e senza guida, almeno all’inizio, si perde tanto della pratica completa, entusiasmo compreso.

A distanza di anni arrivò la buona scusa per iniziare a frequentare un corso con una insegnante qualificata. Il mio ragazzo di allora aveva bisogno di un’attività per gestire ansia e stress e lo accompagnai per una prova. Fu subito amore. Da lì, non mi ricordo bene l’anno, non ho abbandonato più la pratica. Certo, il mio modo di approcciare si è trasformato nel tempo. All’inizio, ad esempio, il mio atteggiamento in questo contesto era prettamente fisico, dovevo fare le asana perfettamente e avvicinarmi sempre di più a quelle “acrobatiche”. Ma presto, comprese le strutture delle sadhana (pratica) nei corsi di gruppo, ho sentito l’esigenza di praticare in solitudine e di iniziare a studiare tutto l’aspetto più esoterico dello yoga.

La prima formazione in hatha, poi, è stata per me una svolta sia come allieva che come persona. Da lì ho metabolizzato il valore intrinseco della pratica, evolvendo così anche a livello interiore. Ho iniziato ad amare pratiche più lente, asana mantenute ed ora, a dire la verità, amo meditare, cosa che un tempo mi atterriva da iperattiva quale pensavo di essere.

La mia storia per dirti che ogni motivo per approcciare allo yoga è valido perché questa disciplina racchiude un sapere infinito che tocca diversi fronti. Che si inizi per il corpo, per la mente o per lo spirito, il percorso che si apre praticando è un percorso di crescita interiore molto profondo. Le tecniche yogiche, infatti, sono pensate per legare questi tre aspetti dell’essere umano e portarli all’unione. Per questo a volte accade di iniziare yoga e non reggere l’impatto del contatto profondo.

Qualche tempo fa una ragazza che aveva fatto un paio di lezioni mi disse, papale papale, che con lo yoga scendeva troppo in profondità di se stessa (in una occasione aveva pianto) e per lei non era il periodo giusto per farlo.

La realtà è una: è sempre il momento giusto per farlo, per iniziare ad essere felice, ma a ciascuna il suo percorso.

Una panoramica sul mito

Che lo yoga sia un percorso di evoluzione interiore, d’altronde, lo narra anche il mito di Shiva e della sua sposa Parvati a cui tenta di insegnare, per molte vite, la conoscenza dello yoga intesa come via dell’immortalità.

Per farla breve, perché il mito è lungo e, in realtà, le versioni diverse e infinite tra loro, Shiva espone tutto il suo sapere yogico a Parvati che, però, non sembra apprendere con entusiasmo e si annoia un po’. Nelle vicinanze, in un fiume, c’è un pesce che, al contrario, trova la spiegazione delle asana e delle varie tecniche, che spiegano il funzionamento dell’Universo, davvero interessanti. Talmente tanto da sentirle e viverle al suo interno fino a trasformarsi. Ecco, da pesce (Matsya, da cui deriva la posizione matsyasana) si trasforma in uomo subendo, appunto, una evoluzione.

Il mito, quindi, simboleggia l’evoluzione umana che si può ottenere percorrendo la via dello yoga. Apro e chiudo una piccola parentesi: nella Trimurti (la “trinità” indiana) formata da Brahma, Vishnu e Shiva, quest’ultimo è il distruttore, distrugge infatti il male, le illusioni, le passioni che creano sofferenza generando una nuova possibile e vera realtà, quindi è si distruttore ma anche generatore. Possiamo prendere Shiva a simbolo, ma lo strumento dello yoga è reale e consente di fare concretamente tutte queste cose.

Ma perché lo yoga è un percorso di crescita?

Ok il mito, ma perché e come lo yoga è concretamente un percorso di crescita? C’è da dire che lo yoga è considerato una scienza perfetta. Anche il mondo scientifico, ormai, ne decanta i benefici e lo consiglia per risolvere diverse problematiche. Comunque è una scienza perfetta perché le tecniche che custodisce funzionano se si praticano con costanza.

Funzionano sia sul piano fisico, il corpo ne beneficia, si tonifica, elasticizza; sia sul piano mentale dove la mente, finalmente, può trovare pace e lucidità. E non conta che arrivi allo yoga per un dolore fisico o perché la mente scalpita di pensieri che si trasformano in attacchi di panico. Lo yoga crea una unione tra le due da cui nessuno sfugge. Qui c’è l’unione e l’armonizzazione: corpo, mente e anima (ecco la parte spirituale) si sintonizzano tra loro e pensano ed agiscono all’unisono.

Torniamo a Shiva, distruttore e generatore di nuova vita, padre dello yoga: attraverso lo yoga si distruggono illusioni, vecchi modi di pensare, fare e sentire che ti permettono di arrivare ad una te più in linea con quello che sei davvero e ne beneficia la bellezza del corpo, ma anche e soprattutto la tua salute mentale.

Lo yoga non è uno sport

Ma, per favore, che non si confonda lo yoga con lo sport, perché qualcuno lo fa. Senza togliere nulla allo sport, infatti, lo yoga è un percorso del tutto personale e che non prevede alcuna forma di competizione. Al bando, quindi, saggi, gare, esibizioni e varie ed eventuali.

Va bene che al giorno d’oggi è scoppiata la moda dello yoga, ma questa resta una disciplina sacra, vecchia di millenni, talmente tanti che non si riesce ancora a datarli con precisione. L’obiettivo ultimo, benessere fisico a parte, è l’emancipazione dell’anima dal corpo fisico, attraverso il raggiungimento dell’ultimo Samadhi con la meditazione. Non a caso tutte quelle asana, oltre a portare diretti benefici al corpo, hanno lo scopo di prepararlo a mantenere Padmasana (la posizione del loto), la più efficace per entrare in stato meditativo.

Ecco che le mille sfaccettature dello yoga agiscono su diversi fronti, scienza perfetta che accompagna verso il benessere fisico e l’evoluzione spirituale.

Se vuoi conoscerne i benefici puoi farlo qui.

Simona, Yoga’n’Soul Mentor

Potrebbe piacerti...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *